Carol

"Molte persone si spaventano all'idea di un'operazione chirurgica, ma i rischi sono nulli se paragonati alla possibilità di riacquistare l'udito."

Località: Oxfordshire
Tipo di soluzione: Impianto cocleare
Processori: Cochlear Nucleus® 6

Carol ha imparato a trarre piacere dalle cose semplici della vita. Questa nonna settantenne ama ascoltare la radio, chiacchierare con il marito durante le gite in macchina e usare il telefono per chiamare la sua migliore amica. Il marito Alan e i suoi amici non hanno potuto fare a meno di notare la trasformazione di Carol da quando, a gennaio, le è stato installato l'impianto cocleare, dopo anni di ipoacusia grave.

"Adesso la sentiamo cantare mentre gira per casa" racconta Alan.

Anche se è trascorso quasi un anno dall'intervento, Carol ammette che ancora fa fatica a credere che l'impianto abbia potuto cambiare la sua vita in un modo tanto radicale.

"Mi capita spesso di chiedermi perché non lo abbia fatto prima", confessa. "Non è un'esagerazione dire che mi ha cambiato la vita. Solo qualche giorno fa una mia amica mi ha detto: "Non posso credere che siamo qui a parlare al telefono. Pensavo di averti persa".”

L'unico rimpianto di Carol è di non essersi sottoposta all'intervento prima.

"Ho scoperto che avrei potuto ottenere l'impianto tre anni prima e mi dispiace molto di non averlo fatto."

Quando Carol aveva meno di 30 anni il suo medico di base notò che aveva problemi di udito. Prese un diapason e lo battè con forza sul tavolo. L'assenza di reazioni da parte di Carol fu il preludio a molti anni di visite audiologiche.

Una volta cresciuti i figli, Carol tornò al lavoro e, per riuscire ad affrontare meglio ogni situazione che si presentava in ufficio, sostituì gli apparecchi acustici forniti dal servizio sanitario nazionale con un paio che aveva acquistato personalmente. Si rese anche conto che non poteva fare tutto e imparò a scegliere i lavori più adatti a lei.

"Comprendevo i miei limiti e dato che usare il telefono era l'ostacolo più grande, cercai invece di concentrarmi sulla stenografia e sugli altri miei punti di forza".

Le mancavano pochi anni per la pensione e stava lavorando per una piccola azienda, ma era sul punto di rassegnare le dimissioni, perché non riusciva più a parlare con i clienti per telefono. Tuttavia il suo capo apprezzava il lavoro svolto da Carol e si offrì di rispondere direttamente alle telefonate.

L'udito di Carol peggiorava costantemente e nel 2004 aveva un'ipoacusia profonda nell'orecchio sinistro e solo un udito residuo nel destro.

"Era orribile. Mi rifiutavo di uscire e rinunciai ad avere una vita sociale". Se mi invitavano a una festa, trovavo una scusa per non andare oppure cercavo di andare via il prima possibile. Ero sempre più depressa e cercavo costantemente l'aiuto di Alan".

Quando la famiglia traslocò dal Buckinghamshire a Benson, nell'Oxfordshire, il suo audiologo inviò la cartella medica di Carol al John Radcliffe Hospital e qui Carol ebbe un "colpo di fortuna". L'ospedale infatti dispone di un centro specializzato per gli impianti cocleari e il nuovo audiologo consigliò a Carol di prendere in considerazione questa alternativa, dati che gli apparecchi acustici non sortivano più effetto. Oltre a sottoporsi a una serie di test di idoneità, fra cui risonanze magnetiche e scintigrafia ossea, Carol fu inserita nel gruppo di sostegno per impianti cocleari di Oxford, dove incontrò diverse persone che si erano già fatte installare l'impianto.

Venne programmato un primo intervento all'orecchio sinistro, ma lo stesso giorno dell'operazione, il 12 gennaio, il marito chiese al chirurgo se non fosse possibile effettuare l'impianto a destra.

"Stiamo molto in macchina per andare a trovare i nostri amici o visitare luoghi interessanti e mio marito desiderava riuscire a chiacchierare con me durante gli spostamenti". Dato che nell'orecchio destro mi rimaneva solo un udito residuo, il chirurgo non si oppose".

La decisione si è rivelata saggia e ha permesso alla coppia di vivere molti momenti felici. Carol rimase in osservazione la notte dopo l'intervento e fu quindi dimessa. Due settimane dopo tornò al John Radcliffe Hospital per l'attivazione dell'impianto. "Il ritorno a casa quel giorno rimane un evento memorabile: potevo sentire mio marito che mi parlava e non stavo più in me dalla gioia".

Carol racconta che all'inizio le voci suonavano strane e che furono necessarie alcune settimane per tornare a sentire in modo normale.

"Il cervello ha bisogno di un po' di tempo per imparare a elaborare nuovi suoni, ma tutto diventa più chiaro, giorno dopo giorno".

Un altro momento memorabile è stato quando Carol è riuscita a comunicare tramite Skype con la nipote di quattro anni che abita in Olanda.

"Prima dell'impianto, potevo sentire Isabella produrre dei rumori, ma non riuscivo a capire cosa dicesse. La prima volta che sono riuscita a parlare con lei su Skype, dopo l'impianto, è stato davvero meraviglioso".

Per festeggiare i suoi 70 anni Carol e la famiglia, inclusi il figlio, la figlia e i due nipoti, sono andati in vacanza in Spagna.

"È stato bellissimo avere la famiglia riunita intorno a me e non mi sembrava vero di riuscire a conversare con tutti, anche da un lato all'altro della piscina".

Dopo una visita recente, un amico di famiglia ha scritto a Carol un biglietto di ringraziamento in cui esprimeva anche la sua gioia per averla trovata così felice.

"Ho riacquistato la mia indipendenza e molta sicurezza nelle mie possibilità. Sapere che ora posso gestire da sola telefonate e appuntamenti, senza chiedere sempre aiuto ad Alan, è una cosa straordinaria".

Anche il marito ha notato quanto sia cambiata Carol.

"Prima dell'operazione, Carol non usciva quasi mai da sola. Era perennemente insicura quando doveva interagire con altre persone, soprattutto nei negozi, per cui mi sentivo in dovere di accompagnarla dappertutto", ricorda. "Mi stavo trasformando in un badante". Da quando si è sottoposta all'impianto, la sua autostima è aumentata e mi fa piacere vederla così a suo agio fra la gente. È stata una trasformazione radicale. La sua vita è cambiata e io adesso ho più tempo da dedicare a me stesso".

Carol si reca regolarmente alle riunioni del gruppo di sostegno per impianti cocleari di Oxford per parlare a favore di questa tecnologia e fornire informazioni alle persone che stanno prendendo in considerazione l'intervento.

"L'impianto mi ha restituito la gioia di vivere e desidero che tutti sappiano che un semplice impianto può sconfiggere la sordità e migliorare immensamente la qualità della vita" ha dichiarato. "Molte persone si spaventano all'idea di un'operazione chirurgica, ma i rischi sono nulli se paragonati alla possibilità di riacquistare l'udito".

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