Lidia

"Il medico curante mi aveva detto che l'impianto cocleare non avrebbe prodotto risultati sensibili, invece ha trasformato la mia vita".

Località: Londra
Tipo di soluzione: Impianto cocleare
Processori: Cochlear Nucleus® 6

Lidia era una donna in carriera, felicemente sposata e con due figli piccoli, quando la sua vita subì una brusca frenata.

Lidia, 49 anni, è nata in Polonia e dall'adolescenza soffre della sindrome di Ménière una rara patologia che provoca vertigini, acufene, ipoacusia e una sensazione di pressione all'interno dell'orecchio.

Le condizioni di Lidia sono rimaste stabili per anni e anche se in gioventù la malattia le aveva provocato la totale perdita dell'udito in un orecchio e un'ipoacusia moderata nell'altro, compensata con un apparecchio acustico, la sua vita non era particolarmente limitata dalla questa disabilità. Aveva studiato in una scuola normale e nel 1991 si era trasferita a Londra con una borsa di studio per studiare inglese.

Lidia è da sempre appassionata di moda. Ha ottenuto il diploma di perito tessile e dopo avere conosciuto il marito Norman, ha aperto un laboratorio di sartoria indipendente, avviando collaborazioni con stilisti molto noti, come Tomasz Starzewski, Roubi L’Roubi e Ben de Lisi.

Successivamente ha realizzato il suo sogno di aprire una boutique, il Best Couture a South Ealing. Tutto sembrava andare per il meglio, quando nel 2005 un grave attacco di vertigini le ha letteralmente sconvolto la vita. Lidia è convinta che l'attacco di Ménière sia stato causato dall'eccessivo stress accumulato con la gestione del negozio.

Ad ogni modo, a seguito dell'incidente, Lidia decise di lasciare la boutique per tornare a svolgere lavori di sartoria dalla sua casa londinese. "Era una scelta che si adattava meglio alle varie esigenze familiari", racconta. Tuttavia, alcuni anni più tardi, Lidia iniziò a soffrire di altri problemi legati alla formazione di liquido all'interno del suo orecchio "buono".

Il suo udito iniziò gradualmente a peggiorare e dopo tre mesi non riusciva più a sentire nulla, neanche con l'apparecchio acustico. A dicembre 2008 era ormai diventata sorda e con l'assenza di rumori dall'esterno, l'acufene iniziò a diventare insopportabile.

"Pensavo che la mia vita fosse finita" confessa Lidia. "Non ero preparata a diventare sorda così giovane ed ero sconvolta. Ogni giorno dovevo faticare per riuscire a comunicare con gli altri. Anche se l'ipoacusia non è una malattia vera e propria, rimane un evento traumatico" afferma la donna.

La sua condizione ebbe ripercussioni negative anche sulla famiglia. Un anno dopo il suo arrivo dalla Polonia, Lidia aveva conosciuto Norman a una riunione di un gruppo di persone con problemi di udito, perché anche Norman soffriva di ipoacusia. I figli, Thomas di 7 anni e Simon di 12, avevano problemi a comunicare con la madre, che riusciva a leggere le loro labbra, ma non sentiva neanche una parola di quanto dicevano.

"Thomas, il secondogenito, era quello che soffriva di più. Non capiva la situazione e pretendeva che io continuassi a comunicare con lui come avevo sempre fatto in passato, rifiutandosi di scrivere ciò che voleva dirmi, soprattutto quando non potevo leggergli le labbra.

Iniziò ad avere problemi a scuola e anche la gestione delle relazioni con le autorità scolastiche si rivelò un problema, dato che nessuno prendeva in seria considerazione la mia disabilità durante gli incontri. Qualche anno più tardi abbiamo scoperto che Thomas soffre della sindrome di Asperger e per tale ragione faceva molta fatica ad affrontare la nuova situazione. Per fortuna il mio figlio più grande continuò ad andare molto bene al liceo che stava frequentando. Sono molto fiera di lui e della sua perseveranza".

Lidia decise di prendersi una pausa dal lavoro. "Non riuscivo ad affrontare tutti questi problemi. Ero a pezzi e avevo la sensazione che la mia vita fosse ormai fuori dal mio controllo e la cosa non mi piaceva affatto. Sono sempre stata una donna molto indipendente e non riuscivo a sopportare l'idea di perdere la mia autonomia. A peggiorare le cose, in quell'anno morì anche mio padre. Non riuscii neanche a sentire le sue ultime parole".

Nel 2009, un anno dopo avere perso l'udito, Lidia si sottopose all'intervento per l'impianto cocleare, la tecnologia che era stata precedentemente sconsigliata dal suo medico e che invece regalò una nuova speranza alla sua famiglia.

Il momento dell'attivazione fu un successo oltre le aspettative. Lidia stessa confessa che "non poteva crederci". Nel corso delle settimane anche l'acufene cominciò a migliorare.

"Non dimenticherò mai ciò che fece mio figlio Thomas non appena rientrato da scuola" racconta Lidia. "Si mise alle mie spalle e mi chiamò per nome. Quando mi voltati iniziò a saltare per la gioia. Che discolo!"

Lidia ha riaperto il suo studio e ora lavora per un'agenzia e per una serie di importanti nomi della moda, ma cerca di limitare la mole di lavoro, per evitare di accumulare troppo stress. Inoltre è molto impegnata nelle campagne di sensibilizzazione a favore dei non udenti e, nel suo nuovo ruolo di vicepresidente dell'European Federation of Hard of Hearing People e presidente della National Association of Deafened People ha contribuito all'introduzione di standard e direttive nell'UE, perorando le istanze degli ipoudenti presso parlamentari nazionali e d europei.

"Avere riacquistato l'udito ha avuto enormi benefici sulla mia autostima. Ho di nuovo la mia indipendenza. L'impianto cocleare non mi ha restituito solamente la capacità di sentire. Mi ha spalancato porte che prima non avevo neanche preso in considerazione. La sordità mi ha fatto capire quante cose avrei ancora voluto fare e mi ha permesso di guardare me stessa con occhi diversi".

Ora Lidia tiene saltuariamente conferenze all'Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, in Polonia, dove sostiene personalmente alcuni studenti affetti da ipoacusia, tramite tutoring, lezioni e workshop. Quest'anno si è iscritta a un corso di laurea online in pedagogia alla stessa università.

"Sono felice di avere avuto la possibilità di tornare a sentire e non voglio sprecare neanche un minuto a disposizione" ha affermato.

Dopo avere visto i risultati ottenuti da Lidia, anche Norman si è sottoposto all'impianto cocleare e conferma che è una tecnologia in grado di cambiare la vita delle persone.

Se avesse avuto l'opportunità di fare l'intervento qualche anno prima, quando la moglie aveva ancora problemi di udito, forse le crisi familiari sarebbero state risolte con maggiore facilità. Ora Norman, anche lui 49enne, è in grado di rispondere al telefono e di comunicare con persone che non lo conoscono e che scoprono che è sordo dalla nascita solo perché parla in modo strano.

"Amici e parenti mi assicurano che ora le mie frasi sono molto più comprensibili e questo è dovuto al fatto che riesco a sentire ciò che dico", spiega Norman, raccontando anche che adesso si sente più tranquillo anche nel suo lavoro di magazziniere, perché riesce a sentire quando un sollevatore si avvicina o quando un collega gli grida un messaggio.

"La mia vita è cambiata ben oltre le mie aspettative. Posso sentire la nostra gatta Bella che miagola, capisco le parole delle canzoni e le persone che mi parlano al telefono. Sono tutte cose che non erano neanche immaginabili con gli apparecchi acustici che non offrono la stessa chiarezza audio dell'impianto", conclude Norman.

Avviso importante

Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica. Ti raccomandiamo di discutere ogni informazione con personale medico specializzato di tuo riferimento.Solo il loro consiglio è indicato per la migliore diagnosi e terapia disponibile per la tua condizione clinica individuale.

Scegliendo un link fra quelli elencati si abbandona il sito di Cochlear Italia s.r.l. per accedere ad un altro sito web. Cochlear Italia s.r.l. non controlla nè rivede il contenuto di altri siti web non riconducibili all’Azienda.Le informazioni a cui potresti accedere potrebbero non essere conformi e violare le Normative vigenti in Italia. L’intento è unicamente di fornire maggiori informazioni, che non devono tuttavia essere intese come consiglio o suggerimento. Raccomandiamo di discutere e valutare ogni informazione medica con personale medico specializzato. Solo il loro consiglio è indicato per le tue condizioni personali.

Brochures e materiale informativo su impianti cocleari e protesi impiantabili

Se vuoi avere maggiori informazioni sugli Impianti Cocleari o su altre tipologie di protesi impiantabili scarica le nostre guide gratuite

Scarica il materiale