Maria

"Un collega mi stava gridando qualcosa da un'altra stanza dell'ufficio , ma io non sentivo una sola parola. Fu la goccia che fece traboccare il vaso."

Località: Londra
Tipo di soluzione: Impianto cocleare
Processori: Cochlear Nucleus® 5

Quando Maria notò che la madre mostrava segni di deterioramento dell'udito la incoraggiò a seguire le sue orme e a sottoporsi a un impianto cocleare, per evitarle i disagi che che lei stessa aveva dovuto soffrire prima di scoprire che il suo problema uditivo poteva essere curato.

Maria, che all'epoca era una donna in carriera, con una figlia già grande, era perfettamente consapevole dei vantaggi di avere un impianto cocleare.

Sin dall'adolescenza si era accorta che il suo udito era diverso da quello dei suoi coetanei. "Non riuscivo mai a capire le parole delle canzoni e facevo ridere tutti perché dicevo frasi completamente sbagliate. Inoltre, quando guardavo cartoni animati o spettacoli di marionette, non mi rendevo conto che i personaggi parlavano! Pensavo che si limitassero a emettere rumori. Mi ero sempre chiesta perché la gente trovasse Tom e Jerry così divertenti, ma solo con l'introduzione dei sottotitoli in televisione che scoprii l'esistenza dei dialoghi".

Nonostante nella famiglia di sua madre i problemi di udito fossero abbastanza comuni, Maria non diede troppo peso alla sua condizione. Aveva poco più di 20 anni quando un collega le disse che forse il suo udito non era perfetto e in quel momento Maria comprese che per molti anni aveva inconsapevolmente adottato una serie di trucchi e strategie per compensare l'ipoacusia.

"Un collega mi stava gridando qualcosa da un'altra stanza dell'ufficio , ma io non sentivo una sola parola. Mi disse che nessun altro aveva avuto problemi a sentirlo dalla postazione in cui mi trovavo e che il mio udito doveva avere qualche problema. Fu la goccia che fece traboccare il vaso", racconta Maria.

"Sono sempre stata brava a compensare l'ipoacusia sfruttando gli altri sensi. La mia visione periferica è diventata eccellente e riesco a utilizzare indizi visivi, come ad esempio le ombre, per capire cosa sta accadendo intorno a me. Inoltre sono molto brava a leggere le labbra", continua. "Sento meglio quando mi trovo in ambienti senza troppe superfici che riflettono il suono, per cui tendo a scegliere luoghi con divani morbidi, tende e tappeti. I grandi spazi aperti, senza nessun arredamento in grado di assorbire i suoni, sono luoghi impegnativi per tutti coloro che soffrono di ipoacusia".

Maria, che oggi ha 62 anni e vive a Londra, si accorse che il suo udito continuava a peggiorare e intorno ai 40 anni faceva sempre più fatica a sentire. In ogni caso, questa limitazione non le impedì di intraprendere un ruolo manageriale e di dirigere un progetto di vita indipendente.

Riusciva a svolgere tutte le sue mansioni, ma oggi ammette che lavorare con l'udito così deteriorato era una fatica immensa. "Chiedevo agli altri dipendenti di rispondere al telefono e ricorrevo al servizio Typetalk quando non potevo fare a meno di contattare qualcuno telefonicamente. Prima dell'arrivo dei cellulari usavo molto il cercapersone", ricorda Maria. "Sono sempre stata convinta di poter fare tutto quello che fanno gli altri e che non esistono ostacoli insormontabili" aggiunge.

Durante gli anni di deterioramento dell'udito, Maria ha anche dovuto crescere la figlia Charlotte, che ora ha 27 anni e che fin da piccola ha dovuto trovare modi creativi per farsi notare dalla madre. "Quando è nata Charlotte avevo 34 anni e mia madre dice sempre scherzando che ha subito sviluppato un paio di polmoni enormi per farsi sentire quando piangeva".

"Ho sempre trovato soluzioni per fare fronte a ogni possibile problema. Guardavo le spie luminose dei baby monitor per capire se tutto era a posto e in auto facevo in modo che il seggiolino fosse posizionato in modo da essere sempre visibile nello specchietto retrovisore. Quando ci recavamo al parco chiedevo a Charlotte e alle sue amiche di camminare sempre davanti a me. Non ho mai avuto problemi".

Tuttavia, a 44 anni, dopo l'impianto cocleare all'orecchio destro la vita di Maria è diventata molto più semplice. "La prima cosa che mi ha colpito è che all'improvviso avevo molta più energia. Cercare di capire cosa dice la gente che ti circonda e ed essere sempre attenta a quanto accade intorno a te può essere davvero stancante", commenta. Ora Maria riesce a usare telefono e cellulare senza problemi, può ascoltare la musica e, dopo avere lasciato il suo vecchio lavoro full-time si dedica da cinque anni all'insegnamento della lettura delle labbra.

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