Nigel

"Quando gli apparecchi acustici cessano di essere utili, credo fermamente che tutti coloro che risultano idonei per l'impianto cocleare dovrebbero sfruttare questa tecnologia straordinaria".

Località: Galles
Tipo di soluzione: Impianto cocleare
Processori: Cochlear Nucleus® Freedom

A volte, quando arriva un neonato in casa, si scherza sul fatto che servirebbe un pulsante per spegnere il rumore. Tuttavia, Nigel un cinquantanovenne diventato due volte nonno in autunno, pur avendo a disposizione questa opzione non si sognerebbe mai di usarla.

Nigel, manager del servizio sanitario nazionale del Galles, ha un impianto cocleare che ha eliminato la sua sordità e gli permette di sentire ogni risatina e gridolino delle sue nipotine Erin e Bessie.

Si tratta di un'esperienza nuova e molto appagante, perché alla nascita dei suoi due figli, Anthony e Matthew, era affetto da una profonda ipoacusia che lo costringeva a vivere immerso nel silenzio, senza possibilità di ricorrere ad alcuna tecnologia acustica. Aveva perso l'udito a 16 anni a causa di una meningite e tutti gli apparecchi acustici si erano dimostrati inefficaci.

"Prendere in braccio mia nipote Erin e sentirla piangere per la prima volta mi ha commosso profondamente", racconta Nigel di Cardiff. "Mi ha riportato al periodo in cui erano nati i miei figli". Mentre dorme produce dei meravigliosi sospiri di gioia e io adoro stringerla fra le braccia e ascoltarla.

"Bessie è nata solo due settimane più tardi a raddoppiare la mia gioia. L'impianto cocleare può essere disattivato, nel caso il rumore diventi eccessivo, ma io non mi sognerei mai di fare una cosa simile", dichiara Nigel, che al momento abita insieme alla moglie e alla famiglia del figlio più grande, Anthony. Anthony è un medico, da poco tornato a vivere con la moglie nella sua città natale ed è in attesa che vengano terminati i lavori di ristrutturazione della sua casa.

Quando si è sottoposto all'intervento cocleare, nel 1994, Nigel aveva 39 anni e aveva perso l'udito da 22. Quella fu la prima volta in cui riuscì a sentire le voci dei figli e della moglie Helen. All'epoca Anthony aveva dieci anni e Matthew sei.

"Il momento dell'attivazione fu senza dubbio uno dei più eccitanti e sorprendenti della mia vita posso dire sinceramente che non ho mai avuto alcun rimpianto riguardo l'operazione, se non quello di non averla fatta qualche anno prima.

Nel corso degli anni, ho realizzato che la sordità mi ha fatto perdere troppi momenti importanti", dice Nigel. "Era difficile conversare con qualcuno in modo naturale e rilassato e il fatto di non riuscire a sentire quando i bambini ridevano, piangevano o pronunciavano le loro prime parole era veramente molto triste. Sapevo anche che la mia condizione limitava ogni prospettiva di carriera e mi sentivo frustrato per non riuscire a raggiungere gli obiettivi a cui aspiravo".

Insieme all'udito è arrivata anche una promozione al lavoro. Ora Nigel è in grado di parlare al telefono, un indicatore importante delle capacità uditive di una persona, e ha la possibilità di ascoltare musica andare al teatro e al cinema.

Nigel ha contratto la meningite alle superiori. Al momento del ricovero in ospedale, il suo udito era normale, ma quando venne dimesso, due settimane dopo, viveva in un mondo di silenzio. Riuscì comunque a finire l'anno, imparò a leggere le labbra e ottenne il diploma. Dopo il liceo trovò lavoro nel servizio sanitario nazionale, come assistente e a 25 anni incontrò la sua futura moglie Helen.

La vita non era semplice. "La sordità comporta un'enorme fatica quotidiana per cercare di capire cosa succede intorno a noi, ci obbliga ad affidarci alla pazienza delle persone con cui desideriamo comunicare e crea un senso di isolamento e solitudine, perché ci impedisce di sentire i suoni del mondo e pesino la nostra stessa voce" commenta Nigel.

"Anche chi è bravissimo a leggere le labbra non riesce a capire tutte le parole di un discorso e nella maggior parte dei casi, per indovinare il significato di una frase si parte da poche parole chiave, si cerca di interpretare le espressioni del viso e il linguaggio del corpo.

Questo sforzo costante richiede molta concentrazione e costa fatica, per cui si può immaginare come cercassi di evitare di intrattenere conversazioni che non fossero strettamente necessarie, rinunciando a eventi sociali e feste, cose che contribuiscono a migliorare la qualità della vita.

Anche nelle occasioni in cui decidevo di sforzarmi a socializzare, era difficile gestire una serata fuori con più di due o tre persone. In pratica, avevo bisogno di qualcuno che mi ripetesse tutto ciò che stava succedendo e tutta la spontaneità e il divertimento si perdevano durante la spiegazione. Anche per le persone che mi stavano vicino questa situazione risultava pesante e faticosa, perché amici e parenti cercano sempre di farti sentire parte del gruppo.

Le azioni quotidiane più semplici e comuni erano fonte di stress e tensione: commesse che diventano impazienti perché non capiscono cosa stai dicendo, appuntamenti persi perché non hai sentito l'annuncio che il treno che stai aspettando arriverà su ad un binario diverso e lo schermo non è stato aggiornato, persone che continuano a ripetere "non importa" quando non capisci quello che dicono... e non si rendono conto che invece a te importa, eccome... Quest'ultimo atteggiamento porta spesso a rispondere a domande che in realtà non sei sicuro di avere capito, con il rischio di dire cose completamente fuori luogo.

La gente continuava a ripetermi "scherzando" che ero fortunato perché potevo evitare di sentire certi discorsi e rumori fastidiosi. Non capivano che avrei dato qualsiasi cosa per avere quella possibilità! Nel mio caso particolare, il costante acufene mi impediva anche di "godere" di quella pace e di quel silenzio che tutti si immaginavano".

Un ulteriore vantaggio dell'impianto cocleare è stata la scomparsa quasi totale dell'acufene che tormentava Nigel da quando aveva 16 anni. "Nei momenti peggiori, mi sembrava di avere il motore di un aereo in testa ed era insopportabile", ricorda Nigel. Ora invece: "L'impianto cocleare ha migliorato molto la situazione perché i suoni provenienti dall'esterno distraggono il cervello dall'acufene".

Per tutte queste ragioni, l'impianto cocleare, inserito con un intervento eseguito presso l'University Hospital of Wales di Cardiff, ha rappresentato un momento di svolta nella vita di Nigel, e i suoi vantaggi si notano ogni giorno di più.

Nigel ricorda le difficoltà dei primi tempi, quando ha dovuto nuovamente imparare ad ascoltare. "Il rumore costante e la grande quantità di suoni a volte risultava difficile da sopportare. Ho dovuto imparare a distinguere i vari suoni e riabituarmi all'ascolto per fare in modo che ogni cosa tornasse al suo posto.

Pian piano i discorsi delle persone sono diventati più chiari e in un tempo relativamente breve sono stato in grado di conversare senza ricorrere alla lettura del labiale. Un amico che mi ha rivisto per la prima volta dopo l'attivazione dell'impianto ha esclamato: "Il tuo viso è molto più rilassato" ed era esattamente così che mi sentivo: ero tornato a fare parte del modo degli udenti e la mia capacità di sentire migliorava di giorno in giorno così come la mia autostima.

"Ciò che mi ha sorpreso di più è stato scoprire che oltre alle parole il mondo è fatto di tantissimi suoni che arricchiscono enormemente la qualità della vita. Quando ero costretto a leggere le labbra, tutta la mia attenzione era focalizzata sulle parole e sul tentativo di comprenderle, pertanto all'inizio misuravo l'utilità dell'impianto usando questo metro di giudizio.

Tuttavia, man mano che prendevo confidenza con il mio nuovo udito, ho iniziato a riscoprire il piacere di ascoltare il mondo: ora una passeggiata nel parco è fatta anche di uccelli che cantano, bambini che ridono mentre giocano e persone che chiacchierano amichevolmente.

Accorgersi immediatamente quando una persona entra nella stanza o cerca di richiamare la tua attenzione ti permette di rilassarti, senza la paura di perderti qualcosa di importante. La possibilità di ascoltare le mie nipoti mentre imparano a leggere, durante i saggi scolastici o le lezioni di violino (che per fortuna hanno abbandonato in fretta) rappresenta una gioia indescrivibile ed ha migliorato la mia e la loro qualità della vita al di là di qualsiasi aspettativa".

Poco dopo l'intervento, Nigel è stato uno dei membri fondatori del South Wales Cochlear Implant Support Group. Successivamente è diventato direttore della National Cochlear implant Users Association e attualmente è presidente di Hearing Link www.hearinglink.org

"Credo fortemente che tutte le persone idonee dovrebbero beneficiare di questa tecnologia straordinaria", afferma.

"Limitarsi a dire che la prima cosa che faccio ogni mattina è accendere l'impianto non trasmette il senso di gioia che mi pervade quotidianamente quando mi rendo conto di essere così fortunato da avere recuperato il mio udito. Quando sono sveglio, cerco di tenerlo sempre acceso, per non perdermi nulla di ciò che mi accade intorno".

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